Regali aziendali gastronomici: come sceglierli, cosa metterci e quando ordinarli

In breve. Un regalo aziendale gastronomico funziona se rispetta tre vincoli: un contenuto che il destinatario possa davvero consumare, una fascia di prezzo coerente con il rapporto, e una consegna che arrivi prima che gli uffici chiudano. Sul piano fiscale la soglia che governa tutto è quella dei 50 euro di valore unitario, sotto la quale l’omaggio è integralmente deducibile e l’IVA detraibile.

Perché il food funziona come regalo aziendale

Il regalo gastronomico ha un vantaggio che gli oggetti non hanno: si consuma. Non occupa spazio, non resta in un cassetto a ricordare un obbligo, e nella maggior parte dei casi viene condiviso — in famiglia o in ufficio — moltiplicando le persone che lo associano al mittente.

Ha anche un secondo vantaggio, meno ovvio: comunica una scelta. Un prodotto di territorio, con una denominazione e una storia, dice qualcosa su chi lo manda in un modo che un oggetto neutro non riesce a fare.

Il rovescio della medaglia è che è un regalo che si può sbagliare con più facilità, perché tocca abitudini alimentari personali.

Pacchi regalo di Natale incartati in carta rossa, avana e bianca con nastri e bacche rosse
Sotto i 50 euro di valore unitario l’omaggio è integralmente deducibile e l’IVA detraibile.

Clienti, dipendenti, fornitori: tre destinatari diversi

Non sono la stessa cosa, né sul piano della scelta né su quello fiscale.

Al cliente si manda qualcosa che rappresenti l’azienda: qui il territorio e la denominazione contano, perché il regalo è anche un messaggio. Al dipendente si manda qualcosa che sia utile davvero, e la quantità pesa più della rarità: un cesto che copre una cena di famiglia vale più di una confezione elegante con dentro poco. Al fornitore il registro è quello del cliente, con importi in genere più contenuti.

Un errore ricorrente è usare lo stesso cesto per tutti e tre. Funziona solo se si sceglie il denominatore più basso, che è quasi sempre il compromesso peggiore.

Cosa mettere in un cesto aziendale

La composizione che regge meglio tiene insieme quattro elementi: un salume di pregio, un formaggio a stagionatura media, una conserva o una specialità caratterizzante, e un prodotto da dispensa che duri.

La regola che conta più di tutte è la conservabilità. Un cesto aziendale può restare in portineria per giorni, viaggiare in auto, essere aperto solo a casa la sera. Un prodotto fresco che richiede frigorifero immediato è un rischio: se si inserisce, va dichiarato chiaramente e la consegna va concordata.

Sul bilanciamento fra dolce, piccante e salato vale la stessa logica di un tagliere: la composizione dettagliata è nella guida su come comporre un tagliere di salumi e formaggi.

Cosa evitare

Gli alcolici, quando non si conosce il destinatario. I prodotti che richiedono preparazione lunga o attrezzatura specifica. Le confezioni con molto volume e poco contenuto, che si notano subito. I prodotti troppo caratterizzati — un piccante estremo, per esempio — se il cesto è destinato a una lista ampia e anonima.

Va evitata anche la personalizzazione invasiva: un logo stampato su ogni singolo prodotto trasforma il regalo in materiale promozionale. Meglio un marchio discreto sulla confezione e un biglietto scritto.

Le fasce di prezzo

La soglia dei 50 euro di valore unitario non è solo un limite fiscale: nella pratica è diventata anche la linea che separa due tipi di regalo.

Fascia Contenuto tipico Destinatario
Fino a 50 € 2-4 referenze, un salume e un formaggio o una specialità liste ampie, clienti, fornitori
50-100 € selezione completa, salumi interi o pezzature grandi clienti principali, dipendenti
Oltre 100 € prodotti di pregio, pezzi interi, confezione dedicata pochi destinatari, rapporti strutturati

Restare sotto i 50 euro semplifica la gestione contabile e permette di allargare la lista dei destinatari. Superarla ha senso quando i destinatari sono pochi e il regalo deve essere riconoscibile come tale.

Il packaging e il biglietto

La confezione ha una funzione pratica prima che estetica: deve proteggere il contenuto in un viaggio che spesso comprende un magazzino, un corriere e una portineria. Le cassette in legno e i cartoni rigidi con inserti reggono; i cesti in vimini aperti sono belli e fragili.

Il biglietto va scritto, non stampato con una formula. Due righe che nominano il destinatario e dicono qualcosa di specifico valgono più di qualunque grafica: è l’unica parte del regalo che non si può comprare.

Le regole fiscali in sintesi

Questa sezione è un riepilogo dei riferimenti generali, non una consulenza: il caso specifico va verificato con il proprio commercialista.

Omaggi a clienti e fornitori. Rientrano fra le spese di rappresentanza. L’articolo 108, comma 2 del TUIR prevede la deduzione integrale per gli omaggi di valore unitario fino a 50 euro; oltre quella soglia si applicano i limiti percentuali commisurati ai ricavi, articolati per fasce di fatturato. Sul fronte IVA, l’articolo 19-bis1 del DPR 633/72 consente la detrazione integrale per beni di costo unitario fino a 50 euro.

Omaggi ai dipendenti. Non sono spese di rappresentanza: seguono la disciplina dei costi del personale e rilevano come fringe benefit. Le soglie di esenzione vengono fissate anno per anno dalla legge di bilancio e cambiano con frequenza, anche in funzione della presenza di figli a carico: vanno verificate per l’anno in corso prima di impostare la campagna.

Tracciabilità. Dal 1° gennaio 2025 la deducibilità è subordinata al pagamento con mezzi tracciabili. Un acquisto in contanti fa perdere la deducibilità, indipendentemente dall’importo.

Le tempistiche: quando ordinare

Il calendario dei regali aziendali è più stretto di quello dei regali privati, perché la consegna deve arrivare mentre gli uffici sono ancora aperti.

La finestra utile si chiude intorno al 20 dicembre, e a ritroso significa: selezione e preventivo entro fine ottobre, conferma della lista destinatari e degli indirizzi entro metà novembre, ordine entro fine novembre. Chi ordina a dicembre inoltrato trova disponibilità ridotte e corrieri congestionati.

Gli indirizzi sono il punto in cui i progetti si bloccano più spesso: raccoglierli richiede più tempo di quanto si preveda, e vanno verificati uno per uno, con nome e recapito telefonico del destinatario.

La logistica: spedizioni multiple e indirizzi

Una spedizione a molti indirizzi diversi non è la stessa cosa di un ordine unico. Vanno chiariti in anticipo tre punti: se il fornitore gestisce l’invio multiplo o se serve una consegna unica da smistare internamente, se la spedizione è refrigerata quando il contenuto lo richiede, e cosa succede a una consegna non ritirata.

Per i prodotti che richiedono catena del freddo l’indirizzo migliore è quello aziendale in giornata lavorativa, mai un domicilio privato senza preavviso.

I prodotti calabresi come regalo aziendale

La Calabria offre un vantaggio specifico per questo tipo di regalo: le denominazioni. Un salume DOP porta con sé un disciplinare, una zona e un motivo per essere raccontato, e questo trasforma il cesto in qualcosa di cui il destinatario parla.

La base è quella dei quattro salumi di Calabria DOP — soppressata, capocollo, salsiccia, pancetta — descritti nella guida ai salumi di Calabria DOP, affiancati dai formaggi regionali e da una specialità caratterizzante come la ‘nduja. Il perimetro completo è nella guida ai prodotti tipici calabresi.

Dove ordinare i regali aziendali gastronomici

Sullo shop madeobbq.com si compone la selezione partendo dalle categorie salumi calabresi DOP e tradizionali, salumi di Suino Nero di Calabria e formaggi locali, con la ‘nduja come specialità caratterizzante.

Per chi preferisce una confezione già composta ci sono i Box BBQ di Suino Nero di Calabria in più pezzature. La logica di composizione e le fasce di spesa per il regalo privato sono nella guida ai cesti natalizi gastronomici.

Il regalo aziendale calabrese

Salumi di Calabria DOP, salumi di Suino Nero, formaggi da piccoli caseifici della Sila e ‘nduja: si compone la selezione per fascia di prezzo e si spedisce refrigerata in tutta Italia. Filiera 100% italiana.

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Domande frequenti sui regali aziendali gastronomici

Fino a che importo gli omaggi aziendali sono deducibili?
L’articolo 108, comma 2 del TUIR prevede la deduzione integrale per gli omaggi di valore unitario fino a 50 euro. Oltre quella soglia si applicano i limiti percentuali commisurati ai ricavi.

L’IVA sugli omaggi è detraibile?
Sì, integralmente per beni di costo unitario fino a 50 euro, secondo l’articolo 19-bis1 del DPR 633/72. Sopra quella soglia l’imposta non è recuperabile.

I regali ai dipendenti seguono le stesse regole di quelli ai clienti?
No. Gli omaggi ai dipendenti non sono spese di rappresentanza: rientrano nei costi del personale e rilevano come fringe benefit, con soglie di esenzione fissate anno per anno dalla legge di bilancio.

Si possono pagare in contanti?
Dal 1° gennaio 2025 la deducibilità è subordinata al pagamento con mezzi tracciabili: un acquisto in contanti fa perdere la deducibilità.

Cosa mettere in un cesto aziendale?
Un salume di pregio, un formaggio a stagionatura media, una conserva o specialità caratterizzante e un prodotto da dispensa che duri. La conservabilità conta più della varietà.

Con quanto anticipo vanno ordinati i regali aziendali di Natale?
Selezione entro fine ottobre, lista destinatari entro metà novembre, ordine entro fine novembre. La finestra utile di consegna si chiude intorno al 20 dicembre, quando gli uffici cominciano a svuotarsi.

Conviene personalizzare il cesto con il logo aziendale?
Un marchio discreto sulla confezione sì, un logo su ogni singolo prodotto no: trasforma il regalo in materiale promozionale.

Si possono inserire prodotti freschi in un cesto aziendale?
Solo concordando la consegna e dichiarandolo chiaramente. Un cesto può restare in portineria per giorni: i prodotti che richiedono frigorifero immediato sono un rischio.

Meglio un cesto unico o spedizioni multiple?
Dipende dal numero di destinatari e dagli indirizzi. Va chiarito in anticipo se il fornitore gestisce l’invio multiplo e cosa succede a una consegna non ritirata.

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