
In breve. Un cenone di Capodanno a impronta calabrese si costruisce in quattro tempi: tagliere di salumi DOP e di Suino Nero con ’nduja calda e Pecorino Crotonese, pasta con ’nduja o ragù, salsiccia fresca con lenticchie al posto di cotechino e zampone, brindisi di mezzanotte. Sotto trovi quantità a persona e tempi di preparazione.
Siamo produttori di salumi e carni di Suino Nero di Calabria a San Demetrio Corone, nella Sila Greca. Questo menù di Capodanno è pensato per una cucina di casa. Non lo presentiamo come “il Capodanno tradizionale calabrese”: è un menù a impronta calabrese, costruito attorno alla consuetudine nazionale del maiale con le lenticchie.
Se stai organizzando anche le feste precedenti, per il 24 e il 25 dicembre abbiamo già scritto il menù di Natale calabrese e una guida all’antipasto di Natale: qui non li ripetiamo.
Menù di Capodanno: portate, quantità a persona e tempi
Le quantità sono indicazioni di buon senso da produttore, non norme: valgono per un menù lungo, in cui ogni portata deve lasciare spazio alla successiva.
| Portata | Piatto | Quantità a persona | Quando prepararlo |
|---|---|---|---|
| Antipasto | Tagliere di salumi DOP e di Suino Nero | 60-80 g di salumi | Affettare 30-40 minuti prima di sedersi |
| Antipasto | ’Nduja calda con pane tostato | 10-15 g | Scaldare all’arrivo degli ospiti |
| Antipasto | Pecorino Crotonese DOP | 30-40 g | Fuori dal frigo mezz’ora prima, tagliare al momento |
| Primo | Pasta con ’nduja oppure ragù di Suino Nero | 80-100 g di pasta secca | Ragù il 30 dicembre; sugo alla ’nduja al momento |
| Secondo | Salsiccia fresca di Suino Nero (o cotechino, o zampone) | 100-120 g di salsiccia; 2-3 fette di cotechino | In cottura mentre si mangia il primo |
| Contorno | Lenticchie in umido | 40-50 g da secche | La mattina del 31, da riscaldare |
| Mezzanotte | Lenticchie, uva, brindisi | Un cucchiaio di lenticchie | Tenere in caldo una piccola pentola a parte |
Cosa non deve mancare nel cenone di Capodanno?
Due cose, per consuetudine: le lenticchie e un secondo di maiale che le accompagni. Il resto è libero. Un antipasto freddo e un primo rapido permettono a chi cucina di restare a tavola.
Antipasto: tagliere di salumi, ’nduja calda e Pecorino Crotonese
Gli antipasti di Capodanno più pratici sono quelli che non chiedono fornelli. Per il tagliere bastano tre o quattro salumi diversi per consistenza e piccantezza:
- un salame a grana grossa, come la Soppressata di Calabria DOP dolce, da tagliare a fette spesse qualche millimetro;
- un salume a pezzo intero, come il Capocollo di Calabria DOP, da affettare sottile;
- un salume di Suino Nero di Calabria, soppressata o capocollo stagionato, per mettere a confronto la razza autoctona con il suino convenzionale;
- un formaggio: il Pecorino Crotonese DOP, a scaglie o a spicchi.
Capocollo, Pancetta, Salsiccia e Soppressata di Calabria sono DOP dal 1998 (Reg. CE 134/1998) e si ottengono da suini nati e allevati in Calabria. Il Pecorino Crotonese è DOP dal 2014. Per le proporzioni tra salumi, formaggi e pane c’è la nostra guida al tagliere di salumi e formaggi.
Il pezzo che cambia la tavola è la ’nduja servita calda. La confezione con scalda-’nduja e ’nduja di Suino Nero si mette al centro: la ’nduja si ammorbidisce e ognuno la spalma sul pane tostato. Una precisazione che facciamo sempre: la ’nduja non è né DOP né IGP; l’iter per l’IGP della ’Nduja di Spilinga è avviato ma non concluso.
Primo: pasta con ’nduja o ragù di Suino Nero
Pasta con la ’nduja. Si prepara mentre la pasta cuoce: la ’nduja si scioglie in padella a fuoco basso con un mestolo di acqua di cottura, e si usa come base per un sugo al pomodoro o in bianco. Un cucchiaino a persona è una dose prudente; chi vuole ne aggiunge nel piatto. Altre idee sono raccolte nelle nostre ricette con la ’nduja.
Ragù di Suino Nero. È il primo da preparare il giorno prima: una cottura lenta e una notte di riposo in frigorifero gli fanno solo bene, e il 31 resta da cuocere la pasta. Si può partire da un impasto di salsiccia dolce sgranato oppure da un taglio da ridurre a pezzi piccoli.
Secondo: cotechino, zampone e lenticchie, la tradizione nazionale
Cosa si mangia come secondo a Capodanno?
Nella maggior parte delle case italiane la risposta a “cosa si mangia a Capodanno” è cotechino e lenticchie, oppure zampone.
Zampone Modena e Cotechino Modena sono due Indicazioni Geografiche Protette, registrate insieme con il Regolamento (CE) n. 590/1999 del 18 marzo 1999. La zona di produzione comprende province di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. L’impasto è di carni suine con grasso, cotenna, sale e spezie: nel cotechino è insaccato in un budello, nello zampone è racchiuso nella pelle della zampa anteriore del maiale. Entrambi si trovano freschi, da cuocere a lungo, oppure precotti; le schede della Regione Emilia-Romagna ne riassumono il disciplinare.
Lo diciamo con chiarezza: cotechino e zampone non sono prodotti calabresi e non sono prodotti Madeo. Non li facciamo e non li vendiamo. Se li vuoi in tavola, comprali da chi li produce nella zona dell’IGP e segui i tempi di cottura riportati in etichetta, diversi tra prodotto fresco e precotto.
L’alternativa calabrese: salsiccia fresca di Suino Nero con lenticchie
- Salsiccia fresca e lenticchie. È la sostituzione più diretta. La salsiccia fresca di Suino Nero di Calabria si rosola in padella o in forno e si finisce per qualche minuto nelle lenticchie già cotte, così il fondo di cottura le insaporisce. Deve raggiungere 71 °C al cuore. I metodi sono spiegati in come cuocere la salsiccia.
- Capocollo fresco arrosto. Il capocollo fresco di Suino Nero è un taglio marezzato, adatto al forno: trovi il procedimento nella guida all’arrosto di maiale.
- Costine al forno. Le costine di Suino Nero chiedono una cottura lunga e dolce, che si avvia prima dell’arrivo degli ospiti e non ha bisogno di sorveglianza.
Per i tagli interi di maiale la temperatura minima di sicurezza indicata da FoodSafety.gov è 63 °C al cuore, seguiti da tre minuti di riposo; per salsicce e macinati 71 °C. Un termometro a sonda toglie ogni dubbio: i valori taglio per taglio sono nella nostra tabella sulla temperatura di cottura del maiale.
Le lenticchie si cuociono la mattina del 31, in umido, con un soffritto semplice. Tienine da parte una piccola pentola per la mezzanotte.
Mezzanotte e brindisi: lenticchie, uva e un calice di Cirò
Cosa si mangia a mezzanotte di Capodanno?
Allo scoccare della mezzanotte si brinda e si mangia un cucchiaio di lenticchie, da sole o con una fetta di cotechino; in molte case compare anche l’uva. Sono gesti augurali: si dice che portino fortuna e denaro nell’anno nuovo. È una tradizione, non una garanzia.
Per il vino a tavola, la scelta coerente con questo menù è un rosso calabrese. Il Cirò rosso nasce da uve Gaglioppo per almeno l’80% e sta bene con salumi stagionati, ragù e carni di maiale; nel 2025 il Cirò Classico ha ottenuto la DOCG. Denominazioni e abbinamenti sono nella guida al vino calabrese. Il vino non lo produciamo e non lo vendiamo: va preso in enoteca. Per il brindisi di mezzanotte vale la bollicina che preferisci.
Organizzare i tempi: dal 20 dicembre alla sera del 31
- Una o due settimane prima. Ordina salumi stagionati, ’nduja e formaggio. I salumi sottovuoto integri si conservano in frigorifero 60-90 giorni; la ’nduja in vasetto chiusa dura 6 mesi.
- Negli ultimi giorni. Fai arrivare le carni fresche, tenendo conto dei festivi: la spedizione è refrigerata, in 24 ore in Italia, 48 ore in Sicilia e 48-72 ore in Sardegna. Conservale in frigorifero e rispetta la data in etichetta.
- 30 dicembre. Prepara il ragù e mettilo in frigorifero.
- 31 dicembre, mattina. Cuoci le lenticchie.
- 31 dicembre, pomeriggio. Apparecchia, prepara taglieri e coltelli, togli dal frigo salumi e pecorino mezz’ora prima di affettarli.
- Sera. Affetta i salumi all’ultimo, perché una fetta tagliata ore prima si asciuga; scalda la ’nduja, servi l’antipasto. Avvia il secondo quando butti la pasta.
Quanto costa un cenone di Capodanno fatto in casa
Quanto costa in media un cenone di Capodanno?
Non citiamo medie nazionali, perché non ne abbiamo di verificate. Possiamo fare un conto concreto sulla parte che conosciamo, con i prezzi del nostro listino online a titolo indicativo e IVA inclusa.
- Soppressata di Calabria DOP piccante da 350 g: 8,30 €
- Soppressata di Suino Nero di Calabria da 300 g: 10,50 €
- Confezione scalda-’nduja con ’nduja di Suino Nero: 14,40 €
Totale dell’antipasto: 33,20 €. Con 650 g di salumi, alla dose di 60-80 g a testa, si servono otto persone e ne avanza. Aggiungendo il Pecorino Crotonese DOP stagionato (33,00 €) si arriva a 66,20 €; con due confezioni di salsiccia fresca di Suino Nero (6,50 € l’una) a 79,20 €. La spedizione refrigerata costa 8,90 € ed è gratuita sopra 79,90 €. Quante confezioni di carne fresca servono dipende dal peso indicato nella scheda. Pasta, lenticchie, pane e vino sono da contare a parte.
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Il tagliere del cenone, già pronto da affettare
La Box Deluxe riunisce una selezione di salumi interi di Suino Nero di Calabria, 1,635 kg in tutto. Spedizione refrigerata in 24 ore in Italia, gratuita sopra 79,90 €.
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Domande frequenti
Cosa si mangia per il cenone di Capodanno?
In Italia il cenone ruota attorno a un antipasto di salumi e formaggi, un primo importante e un secondo di maiale con le lenticchie: cotechino o zampone nella versione più diffusa. Nel menù a impronta calabrese il secondo diventa salsiccia fresca di Suino Nero con lenticchie, oppure un arrosto.
Quando si fa il cenone di Capodanno?
Il cenone si fa la sera del 31 dicembre, la notte di San Silvestro, e accompagna l’attesa della mezzanotte. Di solito ci si siede a tavola più tardi del normale, così le ultime portate, lenticchie comprese, arrivano a ridosso del brindisi.
Cosa non deve mancare nel cenone di Capodanno?
Per tradizione non mancano le lenticchie, servite con un insaccato di maiale da cuocere, e un calice per il brindisi di mezzanotte. Tutto il resto si adatta alla casa: un tagliere di salumi e formaggi come apertura è la scelta più semplice da preparare in anticipo.
Cosa si mangia a mezzanotte di Capodanno?
A mezzanotte si brinda e, in molte case, si mangia un cucchiaio di lenticchie, spesso con una fetta di cotechino o zampone; c’è chi aggiunge l’uva. Sono gesti di buon augurio: si dice che portino fortuna e prosperità, ma resta una tradizione, non una promessa.
Che pesce si mangia a Capodanno?
Non è il nostro mestiere: produciamo salumi e carni di maiale, quindi non diamo consigli sul pesce. In generale molte famiglie italiane aprono il cenone con antipasti e primi di mare e chiudono con il maiale e le lenticchie. Per la scelta conviene affidarsi a una pescheria di fiducia.
Che si mangia il giorno di Capodanno?
Il primo gennaio si pranza di solito in famiglia, con un menù più tranquillo: un primo al ragù o al forno, un arrosto e ancora le lenticchie. Gli avanzi cotti del cenone si conservano in frigorifero e si riscaldano fino a 74 °C al cuore prima di servirli.
Quanto costa in media un cenone di Capodanno?
Non esiste una cifra valida per tutti: dipende dal numero di invitati e dal menù. Come riferimento, a titolo indicativo, sul nostro listino un antipasto con due soppressate e il kit scalda-’nduja costa 33,20 euro; aggiungendo il Pecorino Crotonese DOP si arriva a 66,20 euro.




