Ciccioli: cosa sono, come si fanno e in cosa differiscono dalle frittole

Ciccioli di maiale pressati a panetto e affettati su tagliere di legno in cucina rustica

In breve. I ciccioli sono i pezzetti di carne, cotenna e tessuto che restano nella pentola quando si fonde il grasso di maiale per ottenere lo strutto: scolati, salati e pressati diventano un prodotto da mangiare a temperatura ambiente o da impastare nel pane. Cambiano nome e forma in ogni regione; in Calabria sono un Prodotto Agroalimentare Tradizionale e convivono con le frittole, che invece sono un piatto caldo.

Cosa sono i ciccioli?

I ciccioli sono il residuo solido della fusione del grasso di maiale. Quando la sugna e i ritagli grassi vengono sciolti a fuoco lento per ricavare lo strutto, l’acqua evapora, il grasso diventa liquido e i frammenti di carne, cotenna e tessuto connettivo si dorano e si raccolgono sul fondo. Quei frammenti, scolati e salati, sono i ciccioli.

Sono quindi un prodotto della cucina del recupero: nella lavorazione tradizionale del maiale, che in Calabria avveniva in inverno, niente andava perduto, e i ciccioli erano il primo assaggio della giornata di macellazione. Oggi restano un prodotto stagionale e artigianale, che in molte regioni italiane è tutelato come tradizionale.

Che parte del maiale sono i ciccioli?

Non sono un taglio, ma il risultato di una lavorazione. Le materie prime sono le parti grasse e molli che non diventano lardo, pancetta o guanciale: la sugna che avvolge i visceri, il grasso di gola e di pancia, i ritagli della rifilatura dei prosciutti e dei capocolli, in alcune tradizioni anche cotenna e piccoli pezzi di carne. Da un Suino Nero di Calabria, che per accrescimento lento e alimentazione accumula molto grasso di copertura, la resa in strutto e ciccioli è nettamente superiore a quella di un suino bianco industriale.

Cosa contengono i ciccioli?

Contengono ciò che resta dopo la fusione: proteine della carne e della cotenna, una parte del grasso che non si è separata, sale e, secondo la ricetta locale, pepe, alloro, peperoncino o scorza di agrumi. Non contengono conservanti: la conservazione è garantita dal sale e dalla quasi totale assenza di acqua. Sono un alimento molto ricco di grassi e di sale, da consumare in piccole quantità come si è sempre fatto.

Come si fanno i ciccioli?

La cottura nel grasso

Il grasso tagliato a cubetti si mette in una pentola pesante, tradizionalmente di rame, con un fondo d’acqua, e si cuoce a fuoco molto basso mescolando spesso. Dopo due o tre ore il grasso è limpido e i pezzetti solidi sono dorati: è il momento di scolarli. Se la cottura prosegue troppo, i ciccioli diventano scuri e amari.

La pressatura

Nella tradizione emiliana e in parte del Sud i ciccioli scolati ancora caldi si avvolgono in un telo e si pressano con un peso per far uscire il grasso residuo: si ottiene un panetto compatto che si taglia a fette (ciccioli pressati o ciccioli frolli, secondo la consistenza). In Calabria e in Campania prevale invece la versione sciolta, a pezzetti croccanti, spesso con il peperoncino.

Salatura e conservazione

Il sale si aggiunge subito dopo la scolatura. I ciccioli asciutti si conservano per settimane in un vaso chiuso al fresco; quelli più umidi vanno tenuti in frigorifero e consumati in pochi giorni.

Come si chiamano i ciccioli nelle altre regioni?

Il nome cambia quasi in ogni provincia, ed è la ragione per cui la stessa domanda torna spesso nelle ricerche. La tabella raccoglie le denominazioni più diffuse.

Regione Nome locale Caratteristica
Calabria ciccioli, cìcciuli, curcùci a pezzetti, spesso con peperoncino; curcùci indica il residuo delle frittole
Emilia-Romagna ciccioli frolli, ciccioli secchi, grasöl pressati a panetto o croccanti
Campania cicoli impastati nel pane e nel casatiello
Puglia cicoli, sfrizzoli croccanti, nel pane e nelle focacce
Sicilia frittuli ritagli fritti nello strutto
Lazio e Umbria sfrizzoli, cicoli croccanti, da aperitivo
Veneto e Friuli sìsole, cicciole nella polenta e nel pane

Cosa sono i ciccioli calabresi?

In Calabria i ciccioli compaiono nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione, tenuto dall’ARSAC, accanto a frittole, lardo, gelatina di maiale e ’nduja. Si preparano nel periodo della macellazione, tra dicembre e febbraio, e si mangiano tiepidi con pane e peperoncino oppure si impastano nel pane e nelle pitte. La versione calabrese è meno pressata di quella emiliana: sono pezzetti sciolti, dorati, con la cotenna che resta gommosa e la carne che diventa croccante.

Che differenza c’è tra ciccioli e frittole?

La confusione è frequente perché entrambi nascono dalla cottura nel grasso del maiale, ma non sono la stessa cosa. Le frittole sono un piatto tipico del reggino: cotenne, carne, ossa e parti meno nobili cotte per ore nella caddàra di rame dentro il grasso fuso, con il solo sale, e servite calde, fumanti, nei giorni di festa tra Natale e Carnevale. I ciccioli sono il residuo asciutto della fusione del grasso, che si conserva e si mangia a temperatura ambiente. Il residuo solido delle frittole, quello che resta sul fondo della caddàra, viene chiamato curcùci ed è il punto di contatto tra le due preparazioni.

Ciccioli e cotenna: cosa cambia?

La cotenna di maiale è la pelle, che nei ciccioli entra come ingrediente insieme al grasso e alla carne. Da sola, la cotenna si usa in altri modi: bollita nei legumi e nei sughi, arrotolata e legata nel cotechino, oppure fritta e soffiata fino a diventare croccante. Nei salumi calabresi la cotenna resta sul prosciutto e sul guanciale, dove protegge la carne durante la stagionatura.

Come si mangiano i ciccioli?

Un’avvertenza pratica: i ciccioli appena scolati sono bollenti e continuano a rilasciare grasso per qualche minuto. Vanno lasciati asciugare su carta o su una griglia prima di salarli, altrimenti il sale scivola via con il grasso. Serviti troppo caldi risultano unti; a temperatura ambiente la parte di carne diventa croccante e quella di cotenna resta morbida, che è il contrasto cercato.

Da soli, tiepidi o a temperatura ambiente, con pane casereccio e un bicchiere di vino rosso calabrese; impastati nel pane e nelle focacce; a pezzetti nella frittata, nella polenta o nel casatiello napoletano; oppure su un tagliere accanto ai salumi stagionati, dove portano una nota croccante. In Calabria si accompagnano con il peperoncino e con i formaggi di pecora del territorio.

Dove si trovano i ciccioli e cosa comprare in alternativa

I ciccioli sono un prodotto stagionale e non fanno parte del catalogo online di Madeo. Chi cerca i sapori della giornata del maiale in versione stagionata trova sullo shop la Soppressata di Suino Nero da 300 g (10,50 euro a titolo indicativo), il Fior di lardo di Suino Nero (8,90 euro) e la ’nduja di Suino Nero in vasetto (5,90 euro); i prezzi aggiornati sono sul listino di madeobbq.com. Il Box Deluxe di salumi interi riunisce i pezzi principali della tradizione in un’unica spedizione refrigerata, e le carni fresche di Suino Nero permettono di cucinare a casa i piatti della macellazione invernale.

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Domande frequenti

Cosa sono i ciccioli?

Sono i pezzetti di carne, cotenna e tessuto che restano nella pentola dopo aver fuso il grasso di maiale per ricavare lo strutto: scolati e salati diventano un prodotto da mangiare tiepido o a temperatura ambiente.

Che parte del maiale sono i ciccioli?

Non sono un taglio ma il residuo della fusione della sugna, del grasso di gola e di pancia e dei ritagli della rifilatura di prosciutti e capocolli.

Cosa contengono i ciccioli?

Proteine di carne e cotenna, una parte del grasso, sale e aromi locali come pepe, alloro o peperoncino. Non contengono conservanti.

Come si chiamano i ciccioli in italiano e nelle regioni?

Ciccioli è il nome italiano; localmente si chiamano cicoli, sfrizzoli, grasöl, frittuli, sìsole e, in Calabria, cìcciuli o curcùci.

Cosa sono i ciccioli calabresi?

Sono un Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Calabria, preparati nel periodo della macellazione invernale, a pezzetti sciolti e spesso con peperoncino.

Che differenza c’è tra ciccioli e frittole?

Le frittole sono un piatto caldo del reggino, cotto per ore nella caddàra e servito fumante; i ciccioli sono il residuo asciutto della fusione del grasso, che si conserva e si mangia freddo.

Come si mangiano i ciccioli?

Con il pane e un bicchiere di vino, impastati nel pane e nelle focacce, nella frittata, nella polenta o sul tagliere accanto ai salumi.

Dove si comprano i ciccioli?

Sono stagionali e si trovano in macellerie e salumifici del territorio in inverno; sullo shop madeobbq.com si trovano invece i salumi di Suino Nero della stessa tradizione.

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